BREAKING THE HABIT: Omar Hassan

Born in Milan in 1987 to an Egyptian father and an Italian mother, Omar Hassan was introduced to the Milan underground art scene at a young age. Hassan’s initial interest in street art soon developed into a passion for a diverse range of art. While studying at the Fine Art Academy of Brera, Hassan discovered a strong attraction to post-war Italian artists such as Lucio Fontana and Piero Manzoni in whose works the creative process is as much a part of the artwork as the final result.

 

Speaking about the impact of street art on his work, Hassan said ‘Street Art techniques have always been a fundamental element of my practice; this stems from experimenting with spray-paint in the tunnels of Milan as a teenager. I have continued to use spray paints as homage to the street art genre, yet it is not a movement that I am defined by. I don’t enjoy the limitations of being categorized’.

 

After 10 years of training as a professional boxer, Omar Hassan was forced to stop boxing due to a diagnosis of diabetes; being unable to fully explore his passion, the artist returned to his second love, investing all his energy into the artistic practice.
The series “Injections” consists of single dots and streams of paint dripping down from their core, and they refer to the artist’s daily shots of Insulin.
In the series of paintings called “Breaking Through” Hassan combines painting and performance in a vigorously gestural technique inspired by his boxing career, which involves dipping his boxing gloves into paint and punching onto a large canvas.
Among his successful exhibitions, ‘Breaking Through Milan’ in 2016, curated by the renowned Luca Beatrice; Hassan's solo exhibition "Do Ut Des" (Give to receive) opened during the 57th Venice Biennale 2017 in the 10th century Chiesetta della Misericordia in Venice. Hassan’s last fatigue has been the solo exhibition “Sottosopra”, opened from the 23rd February to the 28th March 2020 at the PAN, Palazzo delle Arti, in Naples, Italy.
 
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Nato a Milano nel 1987 da padre egiziano e madre italiana, Omar Hassan si è presentato sulla scena dell'arte underground di Milano in giovane età. L'interesse iniziale di Hassan per la sola arte di strada si è presto trasformato nella passione per una vasta gamma di forme artistiche. Mentre studia all'Accademia di Belle Arti di Brera, Hassan sviluppa una forte attrazione per gli artisti italiani del dopoguerra come Lucio Fontana e Piero Manzoni, nelle cui opere il processo creativo è tanto una parte dell'opera d'arte quanto il risultato finale.

 

Parlando dell'impatto della street art sul suo lavoro, Hassan afferma che "le tecniche di street art sono sempre state un elemento fondamentale della mia pratica a partire dalla sperimentazione di vernice spray nei tunnel di Milano da adolescente. Ho continuato a usare le vernici spray come omaggio al genere della street art, ma non è un movimento che mi definisce. Non mi piacciono i limiti dell'essere categorizzati".

 

Dopo 10 anni di allenamento come pugile professionista, Omar Hassan è costretto a smettere di boxare a causa di una diagnosi di diabete; non potendo esplorare a fondo la sua passione, l'artista è tornato al suo secondo amore, investendo tutte le sue energie nella pratica artistica.

La serie “Injections” è costituita da singoli punti e flussi di vernice che colano dal loro nucleo, e si riferiscono alle iniezioni quotidiane di insulina dell'artista.

 

Nella serie "Breaking Through" Hassan combina pittura e performance in una tecnica energicamente gestuale ispirata alla sua carriera di pugile, dove l’artista immerge i guantoni da boxe nella pittura e prende a pugni una grande tela.

 

Tra le sue mostre di successo "Breaking Through Milan" nel 2016, a cura della ben nota Luca Beatrice e la mostra personale "Do Ut Des" (Dai per ricevere), inaugurata durante la 57a Biennale di Venezia del 2017 nella Chiesetta della Misericordia a Venezia. L'ultima fatica di Hassan è stata la mostra personale "Sottosopra" dal 23 febbraio al 28 marzo 2020 presso il PAN, Palazzo delle Arti, a Napoli.